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Dati sensibili e scuola: tutelare i bambini affetti da patologie particolari

Ormai è evidente ed innegabile: gli italiani sono sempre più spesso colpiti da malattie croniche, allergie ed intolleranze. Purtroppo, una notevole percentuale riguarda i bambini, che vanno quotidianamente a scuola e di cui bisogna tutelare allo stesso tempo lo stato di salute e la privacy.

Infatti, i dati relativi allo stato di salute di una persona rientrano nella categoria dei dati sensibili.

L’art. 4, lett. d, del Codice della Privacy definisce “sensibili” tutti quei dati personali idonei a rivelare:

  • L’origine razziale ed etnica;
  • Le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere;
  • Le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale;
  • I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale.

Data la stretta connessione con la sfera più personale di ogni individuo, il legislatore ha imposto particolari garanzie che regolamentano le modalità di trattamento dei dati sensibili. In primo luogo, esso è possibile solo previo consenso scritto dell’interessato e previa autorizzazione del Garante.

L’importante ruolo dei genitori

La riforma del diritto di famiglia del 1975 ha garantito una sfera di riservatezza al minore. Tuttavia, se ciò può dirsi vero per quanto attiene lo sviluppo e la manifestazione della personalità, bisogna ricordare che il ruolo di ogni genitore è, soprattutto, quello di proteggere i propri figli. Nell’ambito di questa area di tutela rientra, sicuramente, il dovere di accertarsi che la salute del minore non sia esposta a rischi, in particolare per quanto attiene l’ambito scolastico. Ci si riferisce a tutte quelle situazioni in cui la salute del minore potrebbe essere gravemente compromessa in seguito alla mancata comunicazione di dati sensibili al personale scolastico.

Somministrazione dei farmaci a scuola

Nel caso in cui un alunno sia affetto da malattie croniche, allergie ed intolleranze è compito dei genitori effettuare comunicazione tempestiva ai dirigenti scolastici. Questi ultimi, infatti, hanno il compito di predisporre un piano integrato di prevenzione, gestione e assistenza idoneo a garantire la somministrazione dei farmaci, sia per la gestione ordinaria (assicurando la continuità terapeutica), sia per la gestione delle emergenze (assicurando la somministrazione dei farmaci salvavita).

I dirigenti scolastici devono verificare, per ogni singolo caso, se le competenze del personale, docente e non docente, operante nell’istituto siano sufficienti a garantire la tutela della salute dell’alunno o si renda necessario far ricorso a personale sanitario infermieristico, come stabilito da diverse pronunce giurisprudenziali.

Da quanto precedentemente detto, appare evidente come la tutela di un alunno affetto da particolari patologie sia un’esigenza che non può assolutamente essere disattesa, poiché il diritto alla vita ed il diritto alla salute rappresentato il nucleo più importante dei diritti di una persona, andando a sovrastare la normativa sulla privacy.

Inoltre, poiché al genitore è affidata una funzione di tutela dal nostro ordinamento, una mamma od un papà che omettano di effettuare le dovute comunicazioni – ovviamente, limitando la loro conoscenza ai soggetti indispensabili – potrebbero essere imputabili penalmente.

Quali informazioni vanno comunicate all’istituto scolastico circa la patologia del proprio figlio?

Perché l’istituto possa efficacemente salvaguardare la salute dell’alunno, il genitore è obbligato a comunicare le seguenti informazioni:

  1. Esatta patologia;
  2. Nome del/dei farmaco/farmaci (sia in caso di terapia continuativa, sia in caso di terapia di emergenza);
  3. Esatta posologia;
  4. Modalità di somministrazione;
  5. Altre informazioni ritenute utili.

Misure preventive attuabili da parte degli istituti

Gli ambienti scolastici rappresentano un concentrato di fattori di rischio –dalla polvere all’anidride carbonica– , dovuto a carenze di progettazione architettonica ed edilizia o a carenze gestionali.

La normativa italiana raccomanda una serie di buone pratiche per rendere gli istituti scolastici più sicuri e per garantire un maggiore confort. A tal proposito, recentemente sono state redatte delle linee guida per la prevenzione nelle aule scolastiche di fattori di rischio indoor per allergie ed asma.  Inoltre, per migliorare la situazione, occorrerebbe controllare periodicamente la temperatura e l’umidità dell’aria, ventilare adeguatamente gli ambienti scolastici per ridurre le concentrazioni di CO2, limitare il traffico veicolare in prossimità delle scuole ed utilizzare prodotti per la pulizia a basso impatto inquinante.

In aggiunta, occorrerebbe evitare di svolgere attività in ambienti in cui sono presenti muffe alle pareti e le pulizie andrebbero effettuate almeno due ore prima che le aule vengano occupate. Infine, bisognerebbe assicurare un adeguato sistema di manutenzione dei locali.

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