NEWS: Esame del decreto di coordinamento per l'ITALIA al GDPR rimandata al 21 agosto 2018
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Calma e sangue freddo: il 25 maggio non finirà il mondo

Care Aziende,

Oggi 16 maggio 2018 vogliamo lanciare una conferma ottimista e positiva: il 25 maggio NON finirà il mondo e l’entrata in vigore del Nuovo Regolamento Privacy non segnerà la fine di sogni e speranze.

Perciò piccole-medie e grandi imprese riprendete fiato e ritrovate la calma, andrà tutto bene. Abbiamo le prove e ve le vogliamo illustrare in anteprima…

COSA SUCCEDE IL 25 MAGGIO

il 25 maggio è la data di entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo che ci ha dato 2 anni (2016-2018) per adeguarci a quanto richiesto. Purtroppo si sa… la mente umana ragiona per emergenze e fino a quando non siamo arrivati sotto scadenza, molte aziende hanno rimandato la problematica.

Il 25 maggio è anche il giorno in cui l’Italia si aspetta di riceve la versione ufficiale del decreto legislativo di coordinamento che andrà ad interpretare il GDPR con interventi di rifinitura, aggiunta di codici di condotta e valutazioni inerenti al mantenimento dell’attuale 196/2003.

Al momento infatti il governo ha emesso uno Schema di Decreto (approvato in prima bozza il 21 marzo 2018) che sta man mano subendo modifiche e variazioni in attesa della definitiva approvazione del Consiglio dei Ministri.

Le versione più recente di questo schema ci fornisce qualche indicazione interessante sul prossimo futuro. Riportiamo alcuni esempi:

  • L’attuale normativa privacy italiana 196/2003 non andrà in pensione ma resterà in vita a fianco della nuova arrivata made in EU. Sarà anch’essa rivista e ritoccata ma non è ancora dato sapere come… ci si aspetta anche in questo caso che per il 25 maggio sia disponibile la versione di riferimento.
  • La sanità sarà agevolata con una grossa semplificazione a livello di richiesta di consensi
  • Vengono, ahimè, mantenute alcune sanzioni penali, legate probabilmente al trattamento di dati particolarmente delicati (genetici, biometrici), a grossi volumi di trattamento, al trasferimento di dati all’estero e ad illeciti che comportino l’interruzione dell’attività del garante.
  • Si alza da 14 a 16 anni l’età minima per dare consensi in rete.
  • E’ prevista una semplificazione, non meglio dettagliata, per le piccole e medie imprese. 

 

25 MAGGIO PUNTO DI PARTENZA

Alla luce di quanto detto detto o sopra e sopratutto a seguito delle dichiarazione del segretario del Garante Giuseppe Busia (intervenuto lo scorso 14 maggio ad un videoforum del Sole24Ore) ci si rende conto che il prossimo 25 maggio rappresenta una data di partenza  più che una data di arrivo.

Risulta infatti piuttosto complesso pensare che le aziende possano essere conformi al 100% quando ancora ad oggi manca il decreto di coordinamento e quando si è in una fase di ipotesi e non di conferme.

La stessa Autorità italiana avrà a disposizione ulteriori 90 giorni per definire codici deontologici e autorizzazioni generali inerenti il lavoro, la genetica, la ricerca scientifica e settori particolari come quello delle investigazioni private.

E’ però importante sottolineare che questa non può e non deve essere una scusante… i due anni di tempo per adeguarsi al GDPR sono trascorsi e la mancanza di un quadro completo non autorizza le aziende italiane a fare nulla… La situazione oggettiva ci suggerisce di muoverci per avvicinarci quanto più possibile alla conformità che ci richiede il Regolamento 2016/679 con la consapevolezza che potrebbe esserci la necessità di apportare modifiche e adeguamenti in dei sistemi privacy che comunque dovranno essere mutevoli e improntati al miglioramento continuo.

 

COSA VI SUGGERISCE IL CONSULENTE

Cosa ci sentiamo dunque di suggerirvi?

  1. Manteniamo la calma e il sangue freddo. Muoversi ora con ansia e fretta non aiuta nessuno: né l’azienda che si è mossa in ritardo e che è quindi di corsa, né il consulente che si trova a gestire un volume di lavoro importante in una situazione mutevole e in divenire.
  2. Non aspettiamo più! Il GDPR c’è ed esiste e bisogna cominciare a muoversi per dimostrare quantomeno di essersi posti il quesito. Trovate dunque un valido consulente e affidatevi a lui per capire quali sono i passi da fare nel prossimo futuro per arrivare all’adeguamento. Con calma!
  3. Entriamo nell’ottica che la Privacy dal 25 maggio dovrà essere vista come un SISTEMA che deve vivere all’interno dell’azienda e che dovrà crescere nel tempo. Non possiamo più aspettarci di dedicare 1 giornata all’anno al consulente privacy per poi archiviare documenti e procedure fino all’anno successivo.

Fonti: Sole 24 Ore – Italia Oggi

 

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Chiara V

About Chiara V

La mia storia lavorativa ha un background nel web e nella comunicazione. Questo mi consente di associare le competenze legate alla normativa privacy e quelle legate al mondo internet.